
La cornea è una membrana trasparente che costituisce circa un sesto della tonaca fibrosa (cioè del rivestimento esterno del bulbo oculare). Posta nella parte anteriore dell’occhio, in continuità con la sclera (che completa gli altri cinque sesti della stessa tonaca fibrosa), la cornea ricopre anche la pupilla e l’iride.
La cornea ha una forma leggermente ellittica, con il diametro orizzontale maggiore di quello verticale ed è più sottile nella parte centrale, rispetto a quella periferica, di circa 2 micron (corrispondenti approssimativamente a 2-3 capelli accostati).
Insieme al cristallino, la cornea è la principale componente del diottro oculare (cioè l’insieme delle parti dell’occhio che hanno il compito di focalizzare la luce sulla retina) e ha il primario compito di garantire la trasmissione e la rifrazione della luce verso le strutture interne dell’occhio (soprattutto lo stesso cristallino e la retina).
Anche se il cristallino può naturalmente accomodare la propria forma grazie ai muscoli ciliari, la cornea rappresenta la lente naturale convessa responsabile di circa i due terzi del potere refrattivo complessivo (cioè la capacità dell’occhio di incamerare correttamente i raggi luminosi che, dopo essere stati fatti convergere con precisione sulla retina, saranno poi convertiti in immagini nitide per il cervello), contribuendo cospicuamente alla messa a fuoco delle immagini e, dunque, all’acuità visiva: la trasparenza corneale è un requisito essenziale per la visione nitida e dipende da una complessa organizzazione cellulare altamente specializzata.
La cornea è priva di vasi sanguigni per contribuire alla sua trasparenza, ma riceve lubrificazione e nutrimento, nella parte anteriore e posteriore, rispettivamente dal film lacrimale e dallo umor acqueo, nonché da altri elementi circostanti presenti nell’occhio.
La sua struttura è tradizionalmente ordinata in cinque distinti strati.
- Epitelio: tessuto più superficiale della cornea, formato da più strati protettivi di cellule non indurite e permeabili alle sostanze nutritive; è molto sottile (circa il 10% dello spessore totale della cornea) ma, di solito, si rigenera costantemente per riparare eventuali lesioni, che potrebbero formare cicatrici.
- Lamina di Bowman: posto sotto l’epitelio, è uno strato cosiddetto acellulare, perché costituito da un intreccio denso e piuttosto casuale di particolari fibre uniformi di collagene; non è considerato tessuto vivente in senso stretto, in quanto privo di cellule proprie che ne mantengano o riparino la struttura; tale conformazione conferisce alla lamina di Bowman determinate caratteristiche:
- l’assenza di cellule che potrebbero disperdere la luce in modo non efficiente, che è fondamentale per contribuire a mantenere la trasparenza della cornea;
- insieme allo stroma conferisce resistenza meccanica ed elasticità alla cornea;
- realizza una barriera fisica a protezione delle strutture più profonde della cornea contro traumi e agenti patogeni benché, una volta danneggiata, la lamina di Bowman non guarisca e possa, quindi, lasciare cicatrici che compromettono la vista.
- Stroma: è lo strato più spesso, corrispondente a circa l’80% di tutta la cornea, ed è composto da cellule disposte in modo molto organizzato, che conferiscono rigidità e trasparenza alla cornea, mantenendone la forma di lente convessa.
- Membrana di Descemet: costituisce un secondo strato acellulare di collagene, molto sottile ma che fornisce soprattutto supporto strutturale e protezione all’endotelio; tende a ispessirsi con l’avanzamento dell’età.
- Endotelio: è lo strato corneale più profondo, costituito da un singolo livello di cellule senza la capacità di rigenerarsi e che regolano gli scambi con lo umor acqueo, mantenendo la corretta idratazione e la trasparenza corneale.
Nel 2013, nel corso di ricerche inerenti l’esito dei trapianti di cornea, è stato identificato un sesto strato della cornea, denominato “strato di Dua” e localizzato tra stroma e membrana di Descemet, ma visibile solo dopo l’insufflazione di aria nell’occhio, che induce delicatamente la separazione dei diversi strati corneali: nonostante sia molto sottile, è molto resistente all’aria e alla pressione (fino a un valore mediamente simile a quello dell’acqua che esce dal rubinetto), potendo risultare, ad esempio, un punto di riferimento per i chirurghi.
La trasparenza corneale è il risultato di diversi fattori sinergici, tra i quali, in particolare:
- l’assenza di vasi sanguigni, che evita dispersione e assorbimento della luce.
- la corretta, e meno possibile, alterata disposizione delle cellule nei diversi strati della cornea;
- l’attività dell’endotelio, che impedisce l’accumulo di liquidi (soprattutto nello stroma) e mantiene un indice di rifrazione della luce omogeneo.
Qualsiasi alterazione di questi meccanismi può condurre all’opacizzazione della cornea, che compromette la trasmissione della luce e, quindi, la corretta visione.
Le cause di opacità corneale sono molteplici: cicatrici, degenerazioni, distrofie, infezioni, malattie, traumi, ecc. Anche l’edema corneale (ovvero l’accumulo eccessivo di liquidi all’interno della cornea), conseguente a disfunzione endoteliale, rappresenta un esempio tipico di questo. L’accumulo di liquidi nello stroma, infatti, induce uno spostamento disordinato delle lamelle di collagene e provoca la perdita della trasparenza dello strato più grosso di cornea. Analogamente, la neo-vascolarizzazione della cornea, indotta, ad esempio, da processi infiammatori cronici, abrasioni o infezioni persistenti, introduce vasi sanguigni sullo strato corneale che interferiscono con una trasmissione ottica efficace.
L’opacità corneale si manifesta, così, con riduzione dell’acuità visiva, fotofobia e, talvolta, dolore, e viene diagnosticata con diversi strumenti, mentre le terapie in merito dipendono dall’eziologia (lo studio delle cause di una condizione patologica) e dalla gravità della situazione.
In conclusione, la cornea è un tessuto altamente specializzato, la cui trasparenza dipende da un equilibrio delicato della sua struttura, dalle funzioni delle parti che la compongono e dalla capacità di regolarsi nonostante stimoli esterni e modificazioni nell’organismo dell’individuo.
Infatti, l’opacità corneale rappresenta una condizione patologica di grande rilevanza clinica e sociale, essendo pure una delle principali cause a livello globale di cecità, spesso evitabile grazie a terapie e cure preventive: lo studio dei meccanismi biologici e molecolari che regolano la trasparenza della cornea è fondamentale per sviluppare nuove strategie terapeutiche e preservare la funzione visiva.
Investire nella prevenzione, nella diagnosi precoce e nell’accesso alle cure è fondamentale per tutelare la salute visiva e migliorare la qualità di vita di milioni di persone.Per questo, Aniridia Italiana APS anche nel 2026 darà vita al suo XII Convegno Nazionale, dal titolo “Aniridia’s Transparency“, all’interno del quale sarà possibile confrontarsi e ascoltare alcuni dei principali esperti in materia oculistica che nella giornata del 17 ottobre presso lo ZanHotel Europa di Bologna proporranno le principali novità cliniche terapeutiche e chirurgiche sull’aniridia mettendosi a disposizione per rispondere anche a domande e quesiti d’interesse per il pubblico.





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